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Missio-Giovani. Nuovi stili di vita per una "speranza affidabile"

Scritto da Pastorale Missionaria il 05/05/2014

La settima tappa del Percorso di Missio Giovani ci ha portati, domenica 4 maggio, a confrontarci con la proposta della “Tenda dei nuovi stili di vita”.

Ad animare l’incontro e portarci la loro testimonianza di famiglia, Salvatrice e Umberto Virgadaula, dell’Ordine Francescano Secolare, membri del consiglio missionario diocesano con alle spalle tre anni di missione in Romania e l’esperienza di Delegati alla missionarietà OFS d’Italia.

Dando avvio all’incontro padre Giovanni ha ricordato nella preghiera iniziale Antonio Salafia che il Signore ha chiamato a se sabato 26 aprile e che, proprio un anno fa, aveva animato l’incontro diocesano missionario a Vittoria, condividendo la sua preziosa testimonianza missionaria.

Padre Giovanni ci ha letto il commovente messaggio inviato da Elisabeth, Richard e Robert Salafia . Nel messaggio Elisabeth e i figli comunicano la loro decisione di continuare l’opera di Antonio confidando nel sostegno e guida di amici e conoscenti. Proprio domenica 4 maggio era previsto l’arrivo di Antonio e della moglie a Ragusa per un periodo breve fino al 16 giugno.

In un messaggio inviato alcuni mesi prima della morte Antonio aveva scritto a padre Giovanni comunicando la sua piena disponibilità per realizzare incontri di animazione missionaria nelle parrocchie della diocesi.

La tenda dei nuovi stili di vita.

Il tema della “tenda” fa seguito ai segni del pellegrino immagine guida del percorso 2013-2014 e in questo senso abbiamo percepito la tenda non solo come riparo nella notte e dalle intemperie, ma come immagine della condizione di precarietà, mobilità e sobrietà vissuta da gran parte dell’umanità nell’oggi.

Umberto dopo averci fornito le coordinate bibliche della tenda con riferimento a Mosè, a Gesù e a Paolo ha correlato il nostro incontro alle tappe della fase preparatoria al Convegno Missionario Nazionale di Sacrofano : Uscire, Incontrare, Donarsi. Vivere la vita da pellegrini è non solo mettersi in cammino (Uscire) , ma valorizzare la relazione (Incontrare) per condividere (Donarsi).

La tenda dei nuovi stili di vita è diventata nella seconda parte dell’incontro un laboratorio che ha coinvolto tutti i presenti nel “montaggio” così che l’incontro è stato realizzato  in modo comunitario diventando avvio ad una scelta di vita. Nel dibattito in sala è emerso il bisogno di fare scelte concrete e di testimoniare nella quotidianità secondo i nuovi stili di vita (nsdv).

Siamo certi di essere di fronte ad uno stile capace di generare futuro e che in sintonia con i piani pastorali diocesani ci permette di riscoprire la “Corresponsabilità” e di vivere una “Speranza” affidabile. 

L'incontro è stato arricchito dalla presenza di Simona Tumino, rientrata da poco dalla Colombia, e che ha condiviso la sua esperienza missionaria .

Nella  gratitudine al Signore e nella gioia dela fraternità abbiamo concluso l'incontro dandoci appuntamento per domenica 11 a San Giuseppe Artigiano, per il forum. 

Missio Giovani - RG

Di seguito presentiamo i contenuti essenziali che ci introducono alla Rete interdiocesana* con l’invito ad una maggiore collaborazione regionale e nazionale.

NUOVI STILI DI VITA in collaborazione con gli Uffici Diocesani: Pastorale del lavoro, Caritas e Migrantes, Pastorale Missionaria, Pastorale Familiare, ecc. potrebbe essere ottima pista di studio e una delle proposte diocesane da inserire nel Cammino Pastorale Diocesano 2014-2015 "Educhiamoci alla Speranza" .

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Cosa sono i Nuovi Stili di vita

I nuovi stili di vita stanno diventando sempre più gli strumenti che la gente comune ha nelle proprie mani per poter cambiare la vita quotidiana e anche per poter influire sui cambiamenti strutturali che devono accadere mediante le scelte dei responsabili della realtà politica e socio-economica.
I nuovi stili di vita vogliono far emergere il potenziale che ha la gente comune di poter cambiare la vita feriale mediante azioni e scelte quotidiane che rendono possibili cambiamenti, partendo a un livello personale per passare necessariamente a quello comunitario fino a raggiungere i vertici del sistema socio-economico e politico verso mutazioni strutturali globali.

Gli obiettivi

  1. Nuovo rapporto con le cose: da una situazione di servilismo alla relazione di utilità, dal consumismo sfrenato al consumo critico, dalla dipendenza all’uso sobrio e etico.
  2. Nuovo rapporto con le persone: recuperare la ricchezza delle relazioni umane che sono fondamentali per la felicità ed il senso della vita, costruire rapporti interpersonali non violenti e di profondo rispetto della diversità, educare all’alterità non come minaccia ma come ricchezza, superare la solitudine della vita urbana con la bellezza dell’incontro e della convivialità.
  3. Nuovo rapporto con la natura: dalla violenza ambientale al rispetto del creato, dalla mercificazione della natura alla relazione con “nostra madre terra”, dall’uso indiscriminato alla responsabilità ambientale.
  4. Nuovo rapporto con la mondialità: passare dall’indifferenza sui problemi mondiali alla solidarietà e responsabilità, dalla chiusura e dal fondamentalismo all’apertura e al coinvolgimento, dall’assistenzialismo alla giustizia sociale, dalle tendenze nazionalistiche all’educazione alla mondialità.

I tre livelli e il processo di azione

I nuovi stili di vita non intendono coinvolgere solamente la sfera personale della vita, ma devono allargarsi alla dimensione comunitaria “Si richiede l’attenzione a stili di vita sobri e coerenti: questa attenzione non può essere limitata alle scelte dei singoli, ma deve coinvolgere l’intera comunità ecclesiale, le sue componenti (parrocchie, associazioni, istituti religiosi) e le sue strutture anche nella gestione degli spazi e delle risorse economiche) sia ecclesiale che sociale, e fino al cambiamento dei sistemi e delle strutture socio-economiche, politiche e culturali. (sinodo della diocesi di Verona Che cercate? 2002-2005)

  • a livello personale e familiare mediante pratiche e comportamenti quotidiani e possibili;
  • a livello comunitario e sociale attraverso scelte e azioni collettive, coraggiose e profetiche, adottate dalle chiese e dai vari settori della società civile;
  • a livello istituzionale e sistemico mediante decisioni e delibere politiche (leggi, trattati, concordati, costituzioni…), che obbligano le varie istituzioni socio-economiche e culturali a scelte e cambiamenti strutturali.

Il processo di azione avviene mediante il movimento dal basso verso l’alto e non tanto il viceversa. Questa è la dinamica efficace dei nuovi stili di vita perché quando le nuove pratiche diventano azioni della gente e tanto più scelte di massa anche i vertici e le strutture delle istituzioni politiche ed economiche vengono coinvolti al cambiamento. L’altro dinamismo è la circolarità dell’azione: non esiste tanto la gradualità dei livelli ma la circolarità, ossia l’uno arricchisce e stimola l’altro in modo circolare.

http://reteinterdiocesana.wordpress.com/

http://reteinterdiocesana.wordpress.com/2014/02/28/diocesi-di-agrigento-percorso-di-sensibilizzazione-sui-nsdv/

Vedi http://nuovistilidivitapadova.org/progetto/

http://reteinterdiocesana.files.wordpress.com/2014/02/missioforum-locandina.pdf