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Newsletter n°14 del 10 febbraio 2011

Scritto da Pastorale Giovanile il 10/02/2011 in Newsletter

"Giovani in cammino" di Domenico Giudice

Siete...ed è scritto nel nostro DNA!

Pensate se Gesù avesse detto soltanto "...siate il sale della terra, siate la luce del mondo!", notate subito che ho scritto "siate" e non "SIETE"! (ok...tornate indietro e rileggete di nuovo la leggera differenza). Fosse stata solo un'esortazione potremmo quasi fare finta di niente, perché potremo sempre dire che è difficile, che la nostra natura umana non ci permettere di esserlo fino in fondo. Ovviamente è il solito dito, dietro cui proviamo a nasconderci per la nostra pigrizia. Ma Gesù, quasi a destarci dal nostro sonno di cristiani "smidollati" (...immagine troppo forte?!) ha detto: "voiSIETE il sale della terra, SIETE la luce del mondo!" Bene adesso non c'è più via d'uscita...

Cari Giovani le tre riflessioni della newsletter di questa settimana prendono spunto inevitabilmente dal Vangelo letto solo qualche giorno fa, perché è una pagina viva, perché è una pagina che sembra chiamarci uno per uno a risvegliare la nostra identità. Quando proviamo quindi a descrivere il cristiano e a modificare le info del nostro profilo, dal discorso di Gesù dovremo dire: alto o basso, biondo o bruno, intelligente, buono, simpatico, sale della terra, luce del mondo!

Quindi è scritto nel nostro DNA e come una profezia sul nostro destino, sul nostro modo di essere, di vivere, di testimoniare. Adesso non si può più fare finta di niente, e se non riconosceremo di essere sale e luce a cosa servirà la nostra vita? E lo dice Gesù stesso, serviremo solo per essere gettati via!

Oggi più che mai non abbiamo bisogno di soporifere esortazioni o di tiepide verità. I giovani hanno bisogno anche di immagini forti, di verità manifestate con fermezza, di scosse che scuotono dalla testa ai piedi. Di belle parole ormai si riempiono tutti la bocca, dai politici, alla TV, ai filosofi ma nessuno mai, parafrasando Gesù, vi dirà:

"...hei bello sveglia! Tu sei sale della terra e sei nato per rendere saporito ciò che ti circonda, e sei anche luce per far vedere al mondo la presenza di Dio, che allontana le tenebre. Allora forza, che aspetti? È scritto nel tuo DNA!"

"L'angolo del Direttore"di Sergio Spata

Storia della goccia d'acqua...

Questa domenica, nel vangelo di Matteo, abbiamo letto che Gesù invitava i suoi discepoli ad essere "sale della terra e la luce del mondo". L'invito, ovviamente, è rivolto a tutti noi. Ma come dare "sapore al mondo" e fare luce dove c'è buio? Io cosa posso fare? Sono giovane, con i miei limiti e le mie paure; come posso contribuire a "cambiare il mondo"? è possibile? Posso farcela da solo?

Eccovi una storiella...

Allora disse il gran Padre, il Padre di tutte le cose: "Vai, vai e non ritornare da me prima di aver mostrato agli esseri la mia presenza!" E ne fu spaventata. Non era che una piccola goccia d'acqua. Come avrebbe potuto dimostrare la potenza di Dio? Voleva tornare indietro ma non poteva. Era stata mandata.

Quando cadde dal cielo altissimo l'avvolse l'aria e quasi la consumò. Poi fu impastata dalla terra. Si vergognava perché prima era stata un piccolo specchio del cielo, ora invece, era piena di polvere attaccaticcia. E sentì una radice vicina. E la radice l'afferrò. Divenne parte di una pianta. Fu una fibra, un velo verde, un goccio di frutto. Si sentì bere più volte. Spesso soffiata via nel vapore, si rapprese col freddo e ricadde giù. Una lunga storia. Imparò a sentirsi terra e vegetale. Visse molte volte pulsazioni nel sangue dei viventi. E fu fiume, lago, filo di perle quando cadeva nella rugiada del mattino. Le sembrò di perdersi, di sparire. Soffrì molto. Ora cercata con rabbia, ora pestata e dimenticata.

Poi un giorno, il sole la prese con più forza del solito, e la portò con sé in alto. Le disse: "Sono finite le tue stagioni, gocciolina, sali di nuovo. Ti aspetta il Gran Padre!". La goccia salì e le sembrò di essere felice. Ma quando vide protendersi in alto, verso di lei, rami, lingue vive, ebbe nostalgia.

Il Padre delle cose le sorrise e le disse: "Hai fatto bene, piccola mia ora cosa vuoi?". "Ritornare giù, papà, ritornare giù! Qui vicino a te, sono un cristallo di gioia, ma laggiù, nel mondo pieno di sete, io sono molto di più: sono la tua presenza".

E pensare che noi giovani siamo qualcosa di più di una gocciolina d'acqua...

"L'eco del Vangelo" di don Innocenzo Mascali

Identità e dignità (Mt 5,13-16)

Profezia gagliarda e sapida che impregna la "minestra" della storia; coscienza fedele e critica che rischiara i passi di un mondo, senza orizzonti, funambolo sull'oscuro baratro della follia e della noia: ecco la vera identità dei discepoli di Cristo. Tutt'altro che apologeti patetici e invasati melensi.

Provocazione intrepida ma paziente che ridesta opportunità sopite o sepolte; testimonianza mite ma decisa di una logica alternativa e di una Sapienza che fa ritrovare la voglia di lottare e sperare: ecco la dignità degli uomini delle beatitudini, servi della Verità, che dalla città posta sul monte,come fiaccole ardenti, risplendono. Tutt'altro che portaborse conniventi e adulatori acquiescenti.