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Newsletter n°10 del 11 gennaio 2011

Scritto da Pastorale Giovanile il 11/01/2011 in Newsletter

"Giovani in cammino" di Domenico Giudice

Anno nuovo...vita?

Anno nuovo, vita nuova! Potrebbe essere la solita frase buttata li per rincuorarsi tra conoscenti, colleghi, amici o parenti per poi perdersi nel ritorno alla ruotine della scuola, dell'università o del lavoro. Perché poi spesso il giorno dopo una sconfitta, oppure quando arriviamo al punto di non ritorno, vorremmo davvero ripartire e cambiare marcia: ricominciare da zero, provando a organizzare tutta la nostra vita per cambiare. E poi inesorabilmente va a finire sempre che il tutto dura qualche giorno se va bene, qualche ora se va benino, per poi ripiombare nel "non è cambiato nulla"! Ed è così tutte le volte che ci diciamo: "da lunedì riprendo con la dieta, per tornare in forma!" oppure "da questa settimana inizio a studiare seriamente!" o anche "quest'anno davvero voglio fare volontariato!" e "...è arrivato il momento per concentrarmi sul mio futuro!". Ma poi...poi la nostra volontà viene sopraffatta e spostiamo ancora di un pò lo START!

Ed allora il mio augurio diventa una preghiera..

"Signore Gesù siamo sempre pieni di buoni propositi, siamo sempre pronti a cercare il nostro riscatto: ma poi siamo umani e siamo deboli, siamo incostanti e distratti dal mondo che ci circonda. Aiutami nella conversione del cuore, per riuscire ad essere finalmente una persona migliore e dammi la forza di essere Tuo testimone. Ponimi accanto persone capaci di far venire fuori il meglio di me e aiutami a scegliere solo cosa può cambiare realmente la mia vita. Fammi riemergere dalle acque del peccato (ndr) e fammi volare alto come un angelo (ndr). Mettimi sulla tua strada e dammi la forza di perseverare: con il mio impegno ed il tuo Amore infinito potrà essere davvero un anno nuovo per avere...una nuova vita!"

"L'angolo del Direttore"di Sergio Spata

Se fossi un angelo...che tipo sarei?

Durante le vacanze ho visitato diversi presepi, tra cui quello degli amici di Maria Regina (a cui vanno le mie congratulazioni per la bravura nella realizzazione e attenzione nei dettagli, ringraziandoli per l'invito e l'accoglienza riservataci).

Ogni volta che vedo un presepe cerco di immaginarmi ed immedesimarmi nei piccoli protagonisti campestri, testimoni della venuta di Cristo. Chissà se erano consapevoli di ciò che stesse accadendo. L'evangelista Luca ci dice che in loro aiuto arrivò un angelo ad annunciare la nascita del Redentore e "la gloria del Signore li avvolse di luce" (come diremmo noi giovani, rimasero "flashati").

E il mio pensiero va proprio agli angeli. Cosa o chi sono? La Chiesa, in base alla Scrittura e alla Tradizione, ha definito come «verità di fede» non solo l'esistenza degli Angeli, ma anche la loro creazione. Il termine "angelo" deriva dal grecoaggelosche significa"messaggero": sono i messaggeri del suo disegno di salvezza ("Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?" Eb 1,14). Ciò che chiaramente si ricava dalla Sacra Scrittura è che gli angeli non sono uguali in dignità ma ve ne sono di superiori ed inferiori. Anche le loro funzioni sono diverse. Perché questo "flash" (per rimanere in tema) sugli angeli? Ultimamente ho riscoperto nell'oblio del mio cruscotto, un cd con la musica di Lucio Dalla e la tentazione di riascoltare il cantautore bolognese ha preso il sopravvento. In particolare, una canzone mi ha (ri)colpito: "Se fossi un angelo".

Il caro Lucio cerca, con qualche perplessità, di immedesimarsi in un angelo, animato da buoni propositi. Ma è un angelo diverso, atipico. L'angelo di Dalla è un angelo che odia restare "nelle processioni e nelle scatole dei presepi"; che non accetta le ingiustizie di questa società bellicosa e priva di principi e che fuma marlboro. Un'immagine destabilizzante, che fa crollare l'immagine eterea che abbiamo tutti noi dell'Essere biondo e con gli occhi azzurri, con un sorriso sereno che farebbe invidia alla Monnalisa di Leonardo.

Ma cosa è meglio?

Un angelo che sta nei "presepi" parrocchiali e che partecipa a "tutte" le processioni o chi si fa carico dei malesseri della propria comunità, che si prende cura dell'ultimo e di chi soffre? Un angelo che rimane immobile e insensibile a tutto ciò che accade in giro o chi cerca di capire le dinamiche che lo circondano? Un angelo che decide di non agire per rischiare di macchiare il candore della propria tunica (perché gli impegni non sono pochi e tutto non si può fare) o quello che decide di mettersi in gioco, strappando e dilaniando la propria veste lucente, pur di non avere rimpianti ed adempiere al proprio diritto-dovere di cittadinanza attiva?

Non lo so... Non mi sento di rispondere. Probabilmente perché faccio parte della prima categoria. Ma concludo con le parole del cantautore che dà l'impressione di conoscere S. Tommaso che ha affermato che gli Angeli sono presenti in determinati luoghi, ove esercitano la loro specifica azione, e non altrove.Auguri di un 2011 in cui capiremo che tipo di angeli essere!!!

"..perché io sento che, son sicuro che io so che

gli angeli sono milioni di milioni

e che non li vedi nei cieli ma tra gli uomini

sono i più poveri e i più soli

quelli presi tra le reti e se

tra gli uomini nascesse un ancora Dio

gli ubbidirei amandolo a modo mio

a modo mio..."

"L'eco del Vangelo" di don Innocenzo Mascali

Immersione totale!

Quello che sorprende e convince è la sua infinita umiltà! Tutta squisitamente divina! Gesù di Nazareth, il Verbo di Dio fatto carne, al Giordano in fila con i peccatori: immerso nella volgare mischia, confuso tra la comune massa.

Per presentarsi al mondo come Messia: nessuna passerella, nessuno Show, nessun discorso o proclama, niente troni, niente onori, niente privilegi o favori. Solo uno come noi.

Con "l'acqua alla gola" come molti di noi; sommerso dal fiume "degli umani diluvi" come molti di noi; annegato in mute acque (da feto o da profugo) dalle armi dell'egoismo come molti di noi, per dichiarare il suo pieno coinvolgimento nella vicenda umana, la sua completa fratellanza col genere umano, la totale immersione di Dio nelle infide acque della storia.