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Inaugurazione Casa del Clero

Scritto da Comunicazioni Sociali il 22/02/2013 in Eventi diocesani

La Chiesa non abbandona mai i suoi figli. È questo il messaggio che fa da sfondo all’inaugurazione della Casa del clero diocesano. Struttura che è stata presentata ieri mattina proprio all’interno degli edifici della Curia vescovile, alla presenza del Prefetto Annunziato Vardé. Il progetto nasce già nel 2005 come struttura capace di ospitare il clero anziano, ma la volontà del vescovo di Ragusa, monsignor Paolo Urso, è quella di rendere le stanze utili per quanti ne avessero di bisogno. Ed è proprio il vescovo il vero motore ed ideatore della Casa del Clero. “Trovo un fatto molto bello – ha spiegato il vescovo - che i giovani seminaristi possano ogni giorno trovarsi accanto dei sacerdoti che servono da lungo tempo la nostra Chiesa. È un segno di vicinanza per i sacerdoti più anziani, ma anche un segno di speranza per quelli più giovani. Diciamo loro che la Chiesa non li lascerà mai soli. Mi auguro che in questa casa si possa sempre continuare a meditare sulla parola di Dio”.

La struttura si estende per una superficie totale di 900 metri quadrati. Comprende un totale di otto alloggi con soggiorno studio, stanza da letto e servizi. Il progetto ha previsto anche la realizzazione di locali molto ampi per le cucine, il refettorio e l’infermeria. Presenti anche due camere per gli ospiti ed uno per l’assistente che sosterrà gli ospiti. Il progetto è stato seguito dall’ingegnere Franco Antoci.

L’iter di realizzazione – spiega Antoci – è stato lungo per ragioni burocratiche di un finanziamento che non ci veniva riconosciuto dalla Regione, nonostante ci fossimo aggiudicati il bando previsto. In totale i lavori prevedevano una spesa di 855 mila euro, 411 mila dei quali erogati proprio dalla Regione. Siamo, comunque, riusciti ad effettuare tutti i lavori con un piccolo risparmio rispetto a tali preventivi”.

Le stanze di trovano al primo piano del palazzo di via Roma, dove un tempo si trovava la Biblioteca diocesana.

La visita ai locali rivela agli occhi spazi ampi e totalmente rinnovati.

Non troverete alcun arredo – spiega il progettista Antoci – perché abbiamo pensato che ognuno dei sacerdoti potrà portare le proprie cose dalla propria abitazione, in modo da sentirsi comunque vicino ai propri oggetti più cari”.

La struttura è, inoltre, dotata di alcuni elementi all’avanguardia. La casa del clero, infatti, usufruisce di un impianto di solare termico di nuova generazione per il riscaldamento dell’acqua. I lavori sono iniziati il 12 ottobre del 2011 e si sono conclusi il 6 ottobre dell’anno successivo. Il progetto è stato eseguito da una ditta edile di Ganci che, ieri, in occasione dell’inaugurazione, ha donato un quadro con soggetto sacro al vescovo Paolo Urso.

Oggi – commenta padre Salvatore Puglisi, vicario del vescovo – ricorre una data speciale per due ragioni: inauguriamo questa splendida struttura e celebriamo al contempo l’undicesimo anniversario dalla sua elezione a pastore della nostra diocesi”.

A margine dell’inaugurazione della Casa del Clero diocesana, il vescovo di Ragusa, monsignor Paolo Urso ha voluto ringraziare pubblicamente lo scultore Alfio Nicolosi. L’artista, infatti, ha donato due opere che sono state collocate nel giardino del Seminario vescovile. Opere che raffigurano “L’eterno” ed una “Madonna arcaica”. “Ringrazio l’artista Nicolosi – ha detto il vescovo – perché il suo dono testimonia l’affetto e la vicinanza alla nostra diocesi. Ogni oggetto che contribuisce ad impreziosire questo luogo ci rende felici. Mi auguro che in molti possano apprezzarle”. “Sono io ad essere onorato di questa collocazione – ha detto Alfio Nicolosi – perché credo sia quella giusta per le opere in questione. L’Eterno ha per me una valenza di grande pace interiore, mentre per la Madonna Arcaica ho avuto una sorpresa che mi ha emozionato. Ho lavorato su una pietra povera utilizzata sul finire dell’Ottocento come base per una botte di vino. Una volta ultimato il volto della madonna sono apparse delle chiazze rosse proprio in corrispondenza delle gote della mia Madonna. Mi è parso un rossore che testimonia perfettamente la pudicizia ed il candore tutto umano di questa donna speciale e, appunto, divina”.