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Preghiere senza confini

Scritto da il 04/09/2015
Tante nazioni, tanti colori, una preghiera unica. Il centro accoglienza di via Carducci a Ragusa ha ospitato un momento di preghiera ecumenica alla presenza dei volontari europei della CVX che in queste settimane stanno operando in tre centri della rete Sprar per richiedenti e titolari protezione internazionale gestiti dalla Fondazione San Giovanni Battista. L'ampio cortile della struttura ha accolto, dunque, stranieri di fede diversa ma animati da un medesimo anelito di fratellanza. “Preghiamo Dio – spiega Tonino Solarino, presidente della Fondazione – perché ci insegni a vivere insieme e perché possiamo imparare a vivere la relazione con l'altro come un dono e non come un problema. Ci rivolgiamo a Dio perché cristiani e musulmani possano riconoscersi quale dono reciproco. Vogliamo bene alla nostra religione, ai nostri antenati e alle nostre radici e per questo siamo grati a Dio. Ma la cosa più importante è capire che, prima di ogni cosa, siamo tutti esseri umani e figli di uno stesso Dio che chiamiamo in modo diverso. Pregare e mangiare in comunione sono due strade per imparare a vivere insieme”. Un pensiero di gratitudine va ai volontari europei. “Per noi e per le persone che accogliamo – conferma Solarino – la loro presenza è una grande benedizione. Sono ragazzi, uomini e donne che hanno deciso di donare il loro tempo e parte della loro vita. Ci auguriamo che questa esperienza possa arricchirli”. Letture dal Corano e dalla Bibbia, canzoni di ispirazione spirituale hanno risuonato nel corso di un pomeriggio in cui la preghiera si è fatta gioia e dove la speranza ha trovato un solido appiglio. L'evento, riservato agli ospiti dei centri Sprar, si pone come seguito naturale del Festival delle Relazioni che la Fondazione San Giovanni Battista ha realizzato nella scorsa primavera, dedicato appunto al dialogo interreligioso. I 26 volontari europei che, finora si sono succeduti nei centri “Farsi prossimo”, “Famiglia amica” e “Vivere la vita”, provengono da Portogallo, Spagna, Belgio, Germania, Svizzera, Italia, Malta, Austria e Lussemburgo. “Continueremo ad essere presenti nei centri della Fondazione – spiega Laura Scaglia, responsabile della CVX – fino al prossimo gennaio. Siamo molto contenti delle esperienze fatte finora”