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Condivisione di esperienze e cibo al "Vivere la vita"

Scritto da il 06/03/2015

Un pomeriggio per incontrarsi, discutere, raccontarsi e intessere nuove amicizie attorno ad una tavola imbandita. Le beneficiarie e i loro figli, ospiti del progetto appartenente al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati “Vivere la vita” del Comune di Ragusa, gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista, hanno incontrato le volontarie dell’associazione “Il filo di seta” e “Auser” di Vittoria. Realtà che, a diverso titolo, si occupano di salvaguardare la dignità delle donne e prevenire qualunque fenomeno di discriminazione e violenza.
“Per le ospiti dei nostri progetti del Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo – afferma Tonino Solarino, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – è molto importante vivere momenti di confronto con associazioni e persone del territorio. Rappresenta per tutti una concreta opportunità di integrazione e di crescita. Anche attraverso simili momenti di socialità si contribuisce a creare una comunità accogliente non solo a parole, ma nei fatti”.
Il pomeriggio trascorso presso la sede del progetto “Vivere la vita”, nel cuore della città di Ragusa, ha previsto anche un momento di doni per i piccoli ospiti presenti nella struttura, ed uno scambio all’insegna della cucina interetnica, a base di Injera, ravioli di ricotta, biscotti e riso.
"Le nostre ospiti - spiega Rossella Randone, educatrice al Vivere la vita - hanno risposto con grande entusiasmo a questa iniziativa che segue quella avviata per le festività di Carnevale. Vogliamo testimoniare che la vita può regalare momenti di serenità e gioia anche dopo le tempeste legate ai percorsi migratori. Le donne ed i bambini con i quali condividiamo ampi spazi delle nostre giornate lavorative dimostrano che è possibile mantenere la gioia di vivere. Una forza che noi alimentiamo attraverso un lavoro complesso di integrazione. Ringraziamo quante, tra le realtà del terriotrio, manifestano vicinanza ed attenzione nei nostri confronti. Il rispetto alle donne e la ferma condanna ad ogni tipo di violenza, inoltre, sono per noi dei valori assoluti e indiscutibili".
“Operiamo come volontarie – affermano Rosa Perupato e Nella La Cava, presidentesse de “Il Filo di Seta” e di “Auser” – per offrire vicinanza e una consulenza completa alle donne che vivono nel nostro territorio. Non vogliamo solo aspettare che siano le donne a venire da noi, ma cerchiamo di essere noi stesse ad andare alla loro ricerca. Ogni anno, nella settimana della donna, vogliamo incontrare persone di altre etnie per ascoltare le loro storie e provare a sostenerle nel difficile cammino di integrazione”.