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Al Via il progetto Housing First Sicilia

Scritto da Caritas il 11/06/2014 in Politiche sociali

Il problema abitativo si sta mostrando come uno dei più gravi e complessi da affrontare in questo periodo di crisi. Questo disagio, che vede tra i principali fattori alla sua origine la perdita del lavoro, la crisi coniugale, la salute, è storicamente tra i bisogni più presenti nelle letture a cura dell’osservatorio delle povertà e risorse della diocesi sui dati dei Centri di Ascolto (8% dei bisogni). Alcuni indicatori confermano la preoccupazione per il disagio abitativo presente sul territorio: nel corso del 2013 la diocesi è intervenuta in 188 casi di difficoltà nel pagamento dell’affitto per un totale di 360 mensilità pagate. Come si evince dalla graduatoria aggiornata al 2012, inoltre, ammontano a ben 332 le richieste per alloggi popolari presentate ai Servizi Sociali del Comune di Ragusa. A fronte di questo bisogno, la risposta è assolutamente insufficiente: nel 2011 sono stati assegnati 6 alloggi popolari, 5 nel 2012 (Fonte: Comune di Ragusa, Settore 10 Ufficio Servizi Sociali, Servizio 5 Assistenza Abitativa-Case Popolari, 2012). A novembre del 2013, infine, risultano 911 gli immobili e i terreni in vendita in provincia di Ragusa. E si ha ragione di credere che, vista la crisi socio-economica di questi anni, il sistema di welfare sempre più sofferente e la disoccupazione crescente, la situazione andrà peggiorando sempre più.

Il Progetto “Housing first”, opera-segno della Caritas, vuole offrire una risposta diversa al problema abitativo, non più basata sull’approccio tradizionale dei centri di accoglienza o dei dormitori. Sono 15 le diocesi di Sicilia, tra cui quella di Ragusa, che metteranno a disposizione strutture di proprietà delle diocesi e delle parrocchie, oltre che di privati per affidarle a persone senza fissa dimora o con difficoltà a mantenere l’abitazione ed inserirle direttamente all’interno di alloggi, fornendo loro supporto sociale e multidisciplinare “a partire dalla casa”.

Chi aderirà al progetto avrà a disposizione per un tempo determinato un vero e proprio appartamento arredato, autonomo, dignitoso. Quello proposto dalle Caritas di Sicilia è un percorso verso l’autonomia, ma con le caratteristiche del cammino partecipativo: viene stipulato un contratto e si sottoscrive un regolamento disciplinare. La Caritas offre certamente il proprio sostegno, ma viene chiesto un piccolo contributo, una partecipazione in denaro o anche in servizi, in base ai differenti casi. Certamente gli alloggi assegnati dovranno essere curati proprio come se fossero la propria casa in un processo educativo che è specifico della Caritas.

La nostra diocesi ha già avviato un progetto finanziato dal fondo europeo per l’integrazione dei cittadini non comunitari che ha funzionato come progetto pilota. Adesso, all’interno di  “Housing first Sicilia”, rende disponibili 3 o 4 alloggi per persone senza dimora o con difficoltà a mantenere l’abitazione, più una struttura ponte per le necessità immediate. Il progetto ha la durata complessiva di 18 mesi e beneficia, attraverso Caritas italiana, di un contributo della Conferenza episcopale italiana pari a € 500.000,00 e prevede forme di cofinanziamento da parte delle singole diocesi che, in Sicilia, hanno reso disponibili 130mila euro.